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Gianni Perillo e i panzerotti pugliesi

Gianni Perillo, 41 anni, di Altamura è andato a Londra per realizzare il suo sogno, mettersi in proprio ed esportare il panzerotto pugliese. La notizia è apparsa sul mensile Millionaire e racconta del suo desiderio di fare da sempre impresa. La decisione di scegliere Londra come sede del suo business è stata dettata sia per la presenza di parenti ma soprattutto per la tassazione favorevole e una burocrazia più snella.

Gianni Perillo, laureato in economia e commercio, dopo essersi lasciato alle spalle un decennio in una società petrolifera ha deciso di fare altro.

Partito un po’ alla ventura lasciando a casa moglie e figlio nel 2014 per frequentare un corso d’inglese, l’imprenditore altamurano una volta sul posto ha deciso di conoscere meglio il mondo dello street food londinese e così, dopo un po’ di difficoltà per scegliere la sede, apre la partita Iva con 15 sterline e sbriga ogni pratica online, successivamente lo hanno raggiunto, e adesso Panzerotto Blues è una realtà tutta pugliese all’ombra del Big Ben.

La capitale londinese è piena di pizzerie con nomi che in qualche modo richiamano l’Italia, ma il popolo di sua maestà, la regina, ha imparato ad apprezzare il panzerotto, magari farcito con varianti più vicine al gusto britannico.

Così nasce il “Panzerotto Blues” a Greenwich Market, nei pressi del meridiano, e il suo banco è diventato una meta fissa per i turisti ed i locali a cui riesce a vendere ogni settimana dai 500 ai 600 panzerotti. Il nome del locale è ispirato a «Focaccia Blues», il film di Nico Cirasola che ha raccontato la battaglia vinta ad Altamura da sua maestà la focaccia.

Il panzerotto ha conquistato i londinesi e dato un occasione a Gianni Perillo che da sempre ha odiato il lavoro dipendente.

“Ho lavorato per 12 anni in un’azienda del settore energetico. Ma da anni sognavo di fare impresa“. – così, Gianni Perillo si racconta – “Sono convinto che imprenditori si nasce. È una spinta che hai nel Dna. Io sentivo di averla. Nel 2014 mollo tutto. A novembre parto lasciando moglie e figlio di 2 anni in Italia. Frequento un corso d’inglese e inizio a studiare il settore dello street food londinese. Ho scelto Londra perché è una città che offre opportunità, ho dei parenti qui e le tasse per chi avvia un’attività sono più basse”. – Poi aggiunge qualche consiglio – “Valuta bene l’impegno. Lavorare nel settore dello street food è faticoso. Dopo una giornata al mercato, torni a casa e devi ancora impastare per il giorno dopo. Prima di investire nell’attività o affittare una cabina, va’ a vedere con i tuoi occhi come funziona il mercato. Se c’è abbastanza afflusso o se la cifra richiesta è ragionevole. E poi non scoraggiarti di fronte alle prime difficoltà”.