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Cravatta: il nodo e la personalità

La storia della cravatta è lunga e ricca di fascino. Probabilmente la maggior parte degli uomini che la indossa non ne conosce le origini, che come vedremo sono piuttosto insolite.

Infatti il primo pezzo di stoffa annodato al collo della camicia è riconducibile ai mercenari croati durante la guerra dei trent’anni.

All’epoca si trattava ancora di una sorta di foulard, ma il modo in cui veniva annodato suscitò l’interesse”stilistico” dei parigini che identificavano l’accessorio con la provenienza di questi guerrieri: croati/cravate (in francese).

Nel diciassettesimo secolo la cravatta era un accessorio di moda relegato alla nobiltà francese, ed il primo ad indossarla, fu proprio Luigi XIV, che a soli sette anni ne sfoggiava una di pizzo.

Da quel momento uomini e donne in tutta Europa iniziarono ad indossare queste strisce di stoffa intorno al collo, dando vita ad un fenomeno di costume che ancora oggi denota eleganza, e in una certa misura “rango”.

Prima di arrivare a quella che oggi definiamo cravatta, dovrà passare un po’ di tempo, infatti all’epoca il nodo formava un grande fiocco subito sotto al collo, e si lasciavano scendere le due estremità al centro.

Ad ogni modo aldilà dell’aspetto stilistico, la cravatta svolgeva e svolge ancora una funzione ben precisa, seppur scontata: coprire la fila di bottoni della camicia.

La cravatta e i nodi 

A quanto pare i nodi realizzabili sono 85! Avete capito bene.
Un numero spropositato, soprattutto considerando che i più usati sono circa 5.

Ogni nodo ha un suo significato e va “indossato” a seconda dell’outfit:

Four in hand: quattro passaggi, il nome deriva dall’omonimo Club londinese del XIX secolo ed è senza dubbio il più diffuso.

Mezzo Windsor: sei passaggi; è una versione meno corposa del Windsor ma molto elegante, e perfetta con i colli alla francese e l’abito.

St. Andrew: sette passaggi per questo particolare nodo che fa sporgere leggermente la cravatta dal collo prima di ricadere sul petto.

Windsor: otto passaggi per questo nodo che prende il nome dall’omonimo duca, che negli anni ’30 inizio a prediligere nodi molto voluminosi.

Balthus: nove passaggi, un nodo veramente grande, ideato dall’omonimo pittore surrealista del Novecento.

Qui potete trovare una guida su come eseguire i nodi correttamente.

Molte fra le personalità più eccentriche della storia moderna, fra artisti, scrittori o politici e figure istituzionali hanno fatto della cravatta l’accessorio da uomo per eccellenza.

In alcuni contesti è addirittura imprescindibile. Basti pensare che a nessun senatore è concesso l’ingresso in senato senza la cravatta!

Per l’uomo comune è un vezzo, un veicolo per denotare il proprio stile e dare un tocco di eleganza anche ad un abbigliamento non proprio formale.

Si potrebbe scrivere per ore della cravatta e delle cose che la riguardano, ma mi limiterò per oggi a questa breve introduzione teorica, salutandovi con un aforisma molto particolare a riguardo:

“Della cravatta ho una cura perfetta: è il vero canone dell’eleganza. Mi adopero per ore con costanza perché appaia annodata in tutta fretta.”

(anonimo francese)